domenica, aprile 29, 2007

Congresso nazionale del Pdci- O.Diliberto

Finito il congresso nazionale del Partito dei Comunisti Italiani, per la prima, unica volta, molti occhi mediatici si sono posati su questo congresso, solitamente passato in seconda linea. Questo a ribadire il fatto che il congresso è stato importante ed essenziale in un periodo storico dove la parola d'ordine sembrava, fino ad ieri 'moriremo democristiani'.
Il Congresso si svolgeva a Rimini, in una sala invasa dal rosso, un piccolo parlamento rosso, senza nette distanze tra palco e delegati, scenografia realizzata da Bernardo Brandimarti che cosi' la descrive: "abbiamo fatto in maniera tale che la distanza tra la presidenza e i delegati non fosse" continuando "E' stata scelta l'ellisse perché è la forma più complessa e piena di significati; abbiamo fatto in modo che le gradonate della presidenza fossero un po' più basse non troppo distaccate, cercando di eliminare completamente le spondine che impediscono la vista dei tavoli in maniera tale che fosse proprio una sorta di parlamentino generale intorno a cui tutti potevano partecipare".
Quindi cari compagni che non siete potuti andare (come me) immaginiamoci un mare di rosso nel quale il compagno Diliberto saluta e inaugura i lavori del Congresso. Forse uno dei più importanti. Nota personale, il congresso, che ho seguito in diretta video, dopo i due congressi comica del pd, è stata una vera e propria boccata d'aria.
Diliberto inizia salutando gli ospiti istituzionali con queste parole, ed un sorriso spunta. "Signor Presidente della Camera – e, se posso, caro compagno Fausto Bertinotti, Signor Presidente del Consiglio, on. Romano Prodi, Signor Vice-Presidente del Consiglio, on. Francesco Rutelli"
tralascio i vari saluti e ringraziamenti sottolineando pero', che il segretario ha posto un accento importante verso tutti i compagni che lavorano ed hanno lavorato dietro le quinte, ci piace e ci dà il senso della "famiglia"
Ma il compagno Diliberto ha tirato fuori un discorso denso ed importante di dodici pagine, per cui devo per forza sintetizzare riportandovi i punti più belli a mio parere. Il discorso completo lo trovate sul sito dei comunisti italiani, vale la pena di leggerlo.
Il partito è in crescita e giovane, il 40 degli iscritti ha sotto i 35anni d'età...se non ci pensa un partito come questo al rinnovo e al futuro, ditemi voi chi.
Ma iniziamo:
* Il documento politico nazionale – per scelta – si e'concentrato solo su alcune grandi questioni. Pace, lavoro, saperi. Unita' e diversita'

Primo passaggio, situazione italiana, vittoria del centrosinistra per pochi voti dopo che per anni sono state svolte manovre antidemocratiche e falsificazioni, passa alla considerazione che lo sbaglio, se gli italiani dopo questi anni hanno continuato a votare a destra e soprattutto Forza Italia, è stato anche del centrosinistra, parla della discussione che ebbero alla fine della resistenza Croce e Togliatti, dove la posizione ottimistica di Croce sul fascismo come "parentesi esterna" veniva ostacolata dalla posizione (aimè vera) di Togliatti, Diliberto dice: "Il fascismo non era affatto venuto da fuori, non costituiva una semplice e semplicistica parentesi. Il fascismo, cosi' come altre pulsioni conservatrici, quando non apertamente reazionarie, covavano e covano – seguendo percorsi e vie carsiche, ogni tanto scomparendo e talvolta riaffiorando – nelle pieghe della societa' italiana. La borghesia italiana del primo dopoguerra accetto' il fascismo, lo sostenne, lo finanzio', barattando la liberta' in cambio dell’eliminazione del pericolo rosso, socialisti e comunisti. L’interesse di classe, in cambio della democrazia." continuando con "per noi il valore dell’antifascismo resta e restera' fondativo della Repubblica, contro ogni tentativo revisionistico strumentale, anche negli anni della democrazia, dicevo, non sono certo mancati rigurgiti reazionari, apparati deviati, tentazioni autoritarie. Anzi, l’intera storia italiana ne e' attraversata. "
Continua il discorso citando Portella della Ginestra, Pio la Torre, "Stragi, commistioni con la malavita organizzata, misteri irrisolti, depistaggi, insabbiamenti, tintinnar di sciabole, la P2, lo stragismo (ancora non conosciamo la verita' processuale di Piazza Fontana!), gli anni di piombo, Moro, le incessanti incursioni in questa terra, ahimè a sovranità limitata, dei servizi stranieri. Sino, appunto, ai dossier e alle intercettazioni degli anni che abbiamo appena messo alle nostre spalle."
" Le nostre attuali forze politiche – comunisti, socialisti, democratici, laici: quelle che compongono l’Unione – sono oggi le eredi di quelle forze politiche che, in ben altra temperie politica e ideologica ed in contesto internazionale di frontale contrapposizione, seppero superare tutto cio' per scrivere insieme la Costituzione repubblicana. Siamo, cioe', baluardo di democrazia, eguaglianza, solidarietà e coesione sociale".

Sul Governo Prodi: "Lo sosteniamo dunque e lo sosterremo con la massima lealtà".
Diliberto delinea i punti della politica estera e i successi non evitando le critiche "E’ nota la nostra contrarieta' alla base di Vicenza, come è nota la nostra contrarietà alla permanenza delle truppe italiane in Afghanistan. Ma approfitto della presenza del presidente Prodi, che sa quanto noi siamo, non da oggi, suoi sostenitori. Caro Presidente, le truppe italiane stanno in Afghanistan in aiuto del governo Karzaj. E questo governo tiene prigioniero Hanefi, mediatore di Emergency per la liberazione del giornalista Mastrogiacomo. E’ stato chiesto a Emergency e a Gino Strada, che salutiamo con affetto e stima, di intervenire, mediare, agevolare la trattativa. Bene. Ora non possiamo abbandonare Hanefi al suo destino. Il governo faccia la sua parte. Eserciti la massima pressione diplomatica. Ne va della credibilità di tutti noi. Noi non ci dimenticheremo, mi creda presidente, di questa giusta causa. E gliela ricorderemo costantemente, sino alla soluzione del problema"
Su Confindustria: "Dopo una legge finanziaria che ha premiato pressochè solo le imprese, ancora non basta" "Confindustria ha protestato, chiede di piu', vorrebbe un governo – lasciatemelo dire – obbediente. E lavora, anche attraverso i giornali che direttamente o indirettamente controlla, per indebolirlo. La presunta sinistra “radicale” deve pesare di meno, a loro dire. E invece, presidente Prodi, tenga duro su questa strada. Milioni di italiane e di italiani hanno dato il loro consenso al centro-sinistra perchè si attendevano risposte ai loro bisogni. Diamogliele, queste risposte. Ancora ne hanno visto troppo poche."
Sul Vaticano:
"Noi abbiamo il massimo rispetto – è nella migliore tradizione dei comunisti italiani – per il cattolicesimo e le sue gerarchie: e condanniamo con fermezza minacce e insulti. Siamo a favore della massima libertà di pensiero, da parte di ognuno. Ma credo non le sfugga, signor Presidente Prodi, che, certo non tutte, ma una parte influente, molto influente, delle gerarchie ecclesiastiche lavora perchè non si addivenga a provvedimenti che sono viceversa presenti nel nostro programma. ( ...) Dalle coppie di fatto alla libertà di ricerca scientifica, mai come oggi la laicità dello Stato è in pericolo. I diritti civili non sono tema secondario"

Sempre al governo, dopo aver sottolineato pregi e difetti della finanziaria, indica


"Due missioni. La prima è di equità sociale, difesa del salario e pensioni più basse, insieme ad una battaglia verso i privilegi politici e dei manager pubblici, la seconda è uno sforzo nella scuola università ricerca, nei saperi e nella cultura, cosa di programma e che ancora non ha visto grande luce "investire sull'intelligenza e sul senso critico dei nostri giovani: e costruire le condizioni perchè, una volta formati, non scappino all'estero. Due missioni che sono due facce della stessa medaglia: lavoro e saperi"

Diliberto inoltre punta i piedi su un punto, e fa benissimo a mio parere, sul significato di "sinistra riformista" e "sinistra radicale"
"Provate a cercare, in un qualunque dizionario della lingua italiana, la parola "riformista". Leggerete che si tratta di chi, gradualmente, intende estendere i diritti. Estenderli dal punto di vista della platea dei fruitori dei diritti medesimi; ed estenderli nei loro contenuti.
Riformisti, veri, furono coloro che agli inizi degli anni '60 approvarono la storica riforma della scuola media unificata, superando la vecchia scuola di classe. Riformisti, veri, furono coloro che, nel 1970, approvarono lo Statuto dei diritti dei lavoratori. Ancora una volta, lavoro e scuola. Riformisti. Ed invece oggi riformista è divenuto progressivamente termine sinonimo di moderato. Se dici che Confindustria ha ragione, sei riformista, se dici che ha ragione il sindacato, no" e dopo aver elencato una serie di "riforme" più o meno realmente riformiste, ai quali dice si o no, cita un altro compagno: Enrico Berlinguer: "i comunisti sono insieme riformatori e conservatori." continuando "Accettiamo dunque questa sfida. Il governo Prodi deve fare riforme. Giusto. Vedremo quali e a favore di chi." altra sottolineatura, "il governo è un mezzo, non un fine"
Vicenda telecom
"Si dice che il governo non avrebbe il diritto di intervenire. Ma quando sono in gioco interessi vitali per la collettività, come nel caso della proprietà e del controllo della rete delle telecomunicazioni, attraverso la quale passa ormai tutto -- comunicazione, cultura, sapere, informazioni, intrattenimento, etc. -- il governo non ha il diritto: il governo ha il dovere di intervenire! "Proponiamo che la rete venga acquistata da un investitore istituzionale.
Ritorni cioè sotto il controllo pubblico, come dovrebbe essere in un Paese, mi si permetta, neppure "normale", ma più banalmente civile. E' cosi' in tutti i principali Paesi europei, ove lo Stato ha mantenuto il controllo, quando non la proprietà, dei settori strategici dell'economia.
Sulle Coalizioni e sull'emarginazione della sinistra.
"Noi vogliamo bene a questo governo, l'ho detto e lo ripeto.Cerchiamo di tenerlo lontano dalle insidie molteplici di una coalizione cosi' larga e spesso non omogenea. Lavoriamo a questo fine. E lavoriamo sul serio per il bene del centro-sinistra. Ma ci permettiamo di dare al governo un suggerimento, per il suo stesso bene. Eviti di dare l'impressione, che certo è solo un'impressione -- ma assai sgradevole -- che vi sia chi lavora per giungere a misure che cancellerebbero alcune delle forze politiche che lo sostengono"
Elenca i disagi per la legge elettorale e i punti che non possono essere accettati in quanto se pur d'accordo con chiti sullo sbarramento, altre modifiche non permetterebbero una rappresentanza democratica, sottolinea che in un governo di centrosinistra per contare servirebbe più sinistra e il punto centrale, l'unione della sinistra, perchè ad oggi più sinistra non c'è.
"I Democratici di sinistra hanno tenuto il loro congresso. Vi ho assistito e l'ho seguito con rispetto, ma non ho nascosto la mia tristezza".
Il congresso si tiene a Rimini come nel 1991,"in quel 1991, nell'estremo tentativo di tenere insieme la sinistra -- coloro che intendevano superare il Pci e quanti volevano invece rimanere comunisti -- alcuni di noi proposero un'ipotesi politica inedita: la confederazione della sinistra, nella quale ciascuno potesse continuare ad essere cio' che meglio riteneva, ma in una soggettività politica plurale ed unita, dunque più forte. La proposta fu rifiutata dalla maggioranza che dava vita all'allora Pds. Si credeva che la nascente Rifondazione comunista avrebbe rappresentato un'esigua minoranza di italiane ed italiane, un gruppuscolo simile ai gruppi extraparlamentari della sinistra estremista degli anni '70. Non fu cosi'. Nel 1996, alle elezioni politiche, il Prc -- allora formato da tutti noi -- conquisto'l'8,6 % di suffragi. Era tra i partiti piu' grandi. Ma l'errore ormai era compiuto. Il Pds, poi, divenne Ds. Ed ora, perdendo anche la "s", che sta per sinistra, e non a caso, termina infine un travaglio lungo e faticoso, durato 16 anni appunto, che traghetta compagni con i quali molti di noi hanno trascorso un pezzo tutt'altro che banale della propria vita, addirittura oltre la sinistra."
Parlando della trasformazione del PCI in Pds dell' epoca "Noi non ritenevamo che la risposta giusta fosse quella proposta da Occhetto, ma essa era comunque dettata dall'enormità
della fine del secolo breve. Ma oggi, carissimi compagni Ds, quale urgenza epocale vi spinge a costituire il Partito Democratico? Lo dico con rammarico. Da anni noi proponevamo, come in quel drammatico 1991, una forma confederale di unità tra noi. I Ds (tutti i DS!|), Rc, noi,
gli ambientalisti di sinistra, e tanto popolo della sinistra deluso, disincantato, sfiduciato dalle mille lacerazioni, rancori, divisioni, litigi, scissioni. Non siamo stati ascoltati. Ma da qui occorre ripartire. Ed occorre ripartire per cimentarsi -- con grande determinazione politica e senza alcuna pigrizia intellettuale -- in una strada di unita"

Sull'unità della sinistra oggi bisogna"Avviare un processo che non sia la simmetrica riproposizione a sinistra di cio' che hanno fatto Ds e Margherita, bensi' una costruzione in
progress, che tuttavia si dia una tempistica certa, non accetti dilazioni o freni, espliciti o impliciti, dettati magari dall'esigenza dell'autoconservazione dei gruppi dirigenti. Sinistra. E' una sfida unitaria, quella che lanciamo"Propone una "confederazione" che in quanto luogo dove ognuno mantiene una loro sogettività "Non prevede vincitori, nè vinti. Una sinistra senza aggettivi. Perchè ogni aggettivo implica una simbologia, un vissuto, un'appartenenza" continuando "Ogni aggettivo presuppone un paletto. E un paletto preclude, esclude, non include. E noi vorremmo includere" "Ci rivolgiamo, dunque, a tutti coloro che si collocano a
sinistra: partiamo dalle cose da fare, dai contenuti della battaglia politica, dalle grandi opzioni"Punto di incontro:" il lavoro e i lavoratori" Spiegando che il lavoro entra in tutte le problematiche quotidiane "Ecco una prima risposta concreta: una soggettività unitaria della sinistra si dovrebbe occupare del lavoro salariato nelle sue forme tradizionali e in quelle nuove e ancor piu' drammatiche. Una buona base di partenza per dialogare. Insieme alla pace, altro tema fondativo per la sinistra, e ai diritti, quelli individuali e quelli collettivi. Noi siamo pronti. E attendiamo con fiducia risposte. Qualcosa si sta muovendo a sinistra. Era ora. Ci saranno contrarietà, contraddizioni, passi falsi, mille difficoltà, piccole o grandi. Tanto più,occorreranno gruppi dirigenti all'altezza, che sappiano, appunto, dirigere, orientare, non scoraggiarsi di fronte alle difficoltà".

Passa alla conclusione ricordando Gramsci, nell'anniversario della sua morte delineandone la statura culturale politica e morale, come punto fermo dal quale trovare gli esempi per ogni giorno e passando ad un altro personaggio, Enrico Berlinguer.
Due compagni che vedevano la " Politica come servizio, disinteresse, senso del progetto collettivo, ideali nei quali si crede -- parola, quest'ultima, pressochè espunta dal lessico della
politica. Bene, se noi vogliamo davvero declinare la diversità comunista e metterla al servizio del grande ed ambizioso progetto della ricomposizione della sinistra, dobbiamo affrontare con la massima determinazione un ultimo -- ma per molti versi il principale -- cimento. La riforma, appunto, di come noi stessi siamo"

Punta l'indice sulla partecipazione politica del paese, che non è assolutamente disinteressato, ma che anzi ha la voglia il dovere ma soprattutto il DIRITTO di partecipare.La colpa la imputa soprattutto a chi, lavora all'interno degli scontri interni partitistici e propugna, come già nel PdCI viene fatto, sopratutto da qualche anno a questa parte,attraverso lo sbarramento al doppio incarico parlamentare e con l'autoriforma partitica. Nella elezione dei quadri e nello svecchiamento delle candidature. Sottilinea ricordando che la rosa di nomi fatta per la rosa dei ministri fu una rosa di persone con una linea di sinistra ma non legati al partito, indipendenti ma capaci." Disinteresse personale, serietà, sobrietà, rigore, severità: soprattutto verso noi stessi. Valori da praticare con coerenza. E dovremo continuare a farlo,
anche introducendo elementi di discontinuità, temporaneità e rotazione nelle cariche di partito, a tutti i livelli" Per una diversità morale, con la quale poter rispondere a testa alta all'affermazione "siete tutti uguali" Sul punto relativo alle candidature dei giovani e il futuro, dice" Ma allora, cosa possiamo insegnare noi a questi nostri giovani, se essi dovranno reinventarsi da sè? Con semplicità, due cose. La prima è che senza storia non c'è futuro. Senza radici, nessuna pianta puo' attecchire e crescere. Recidendo il filo della propria esistenza passata, si perde di vista la natura stessa di cio che si è, per l'oggi e per il domani. Non dobbiamo fare -- e non fate mai -- politica guardando indietro, ma fatela tuttavia con la consapevolezza di essere eredi di una grande storia. La seconda cosa, è ancora piu' semplice. Dobbiamo dire loro, che ne vale ancora la pena. Un altro mondo è possibile. E' lo slogan dei giovani contro la globalizzazione capitalistica. Non è diverso dagli slogan che scandivamo noi, tanti anni fa, nelle piazze e nelle strade, inneggiando ad un mondo migliore. Nessuno di noi è divenuto comunista dopo aver letto Das Kapital di Karl Marx. Siamo divenuti comunisti perchè trovavamo orrende le ingiustizie di questo mondo e le volevamo combattere. "Volevamo cambiare il mondo e il mondo ha cambiato noi". Sono parole di uno straordinario film di Ettore Scola. Parole di disillusione e di sconforto. Di cupo pessimismo. Molti, a sinistra, ha ragione Scola, hanno accettato il mondo per quello che è. Ne hanno --per cosi'dire -- preso atto. E' il mondo che ha cambiato loro. Noi abbiamo ancora l'ambizione di cambiarlo"

Concludendo cita di nuovo Berlinguer ed una sua frase "sono orgoglioso di essere rimasto fedele agli ideali della mia giovinezza" salutando con "anche noi oggi ripetiamo: siamo rimasti fedeli agli ideali della nostra giovinezza. In una sinistra unita, più' forte, più laica, ormai liberata da molte delle scorie del passato, bene, noi possiamo oggi riaffermare che eravamo, siamo e resteremo comunisti."

Bella differenza con i discorsi del PD, tirati fuori, tra l'altro dopo quasi due anni di lavoro.No?
besos rojos ;)

13 commenti:

ytze ha detto...

è veramente un bel discorso... mi fa venire voglia di smettere di essere uno che ha preso atto del mondo... pur restando incazzato nero.
lo butterò sul sitozzo...
besos e grazie per la bella recensione.

ladytux ha detto...

:-D

bene, perchè stavolta, i protagonisti si diventa davvero noi...il 5 maggio, il 12 maggio...più siamo è meglio è.
Iniziamo a far vedere che la vogliamo questa sinistra, siamo rimasti un po' tutti addormentati, diamo a dili, fausto, boselli, mussi, chi c'è un po' di carica, ed anche rappresentatività.
Perchè più siamo che chiediamo, meno d'alemetto e soci possono dire tutti vogliono il pd. un Par DI palle PD!
besos rojos;)
ladytux

Maurizio ha detto...

Cara Ladytux (ma vorrei tanto poterti chiamare per nome, conoscendolo), Diliberto è rimasto uno dei pochi a fare discorsi di Sinistra. Però io sono disincantato ormai. Ormai i discorsi non mi bastano più. In tutti questi anni ho visto ormai troppe persone 'di sinistra' dimenticarsi tutto appena acquisita una discreta poltrona. Il Partito DemocrISTIANO è una grossa ciofeca, non si discute. Sono stufo dei giochi di potere e degli inciuci. Gente (vedi Turigliatto) costretta a votare contro la propria appartenenza a Sinistra, espulsa perché troppo 'Comunista'. Ma dico io. GIà, c'era da evitare di far cascare il Governo...intanto 13 MLD di euro per i 133 caccia USA sono stati spesi (e solo 5 per le pensioni). Che Sinistra è questa? Questa è DC. Ben vengano questi discorsi, ma io sono stufo delle parole. Se si legge la storia italiana dall'Unità d'Italia ad oggi (non quella spacciata per tale nei libri di scuola) si vede che in un secolo e mezzo nulla è mai cambiato in Italia. Allora c'erano i Tabacchi oggi la Parmalat. Io ho l'impressione che quando uno conta poco fa dei bei discorsi, ma quando poi inizia a contare qualcosa, DIMENTICA i discorsi fatti in precedenza. Vorrei poter credere a queste parole. Sono però sfiduciato, disilluso, disincantato e stufo dei discorsi. Ci vogliono fatti, non parole. Non mi bastano più le citazioni di Berlinguer e di Gramsci. Voglio i fatti. L'Italia è il paese delle parole e dei discorsi, gli altri paesi fanno i fatti. Io votai il maggioritario al referendum, oggi abbiamo il proporzionale. In quasi 25 anni di voto, ho sempre la stessa impressione: io voto verso una direzione e l'Italia va dall'altra parte. Io non li ascolto più i discorsi, neanche quelli di Diliberto. Convincimi che questi discorsi di oggi sono diversi. Ecco cosa penso del PD: cose buone dal mondo: il PD

filomeno ha detto...

ma sai che pensavo tu fossi vicina a Rifondazione!!
sei vicina a PdCI?

comunque stai tranquilla, io non morirò democristiano

ciao :-)

Anonimo ha detto...

"Bella differenza con i discorsi del PD, tirati fuori, tra l'altro dopo quasi due anni di lavoro.No?"

Certo, bella differenza: gli argomenti di Diliberto rappresentano soltanto dei residuati ideologici della guerra fredda, robaccia seppellita dalla Storia (il comunismo è fallito ovunque nel mondo, ha prodotto e produce soltanto regimi illiberali e disastri economici).

ladytux ha detto...

@mario..ok m'hai convinta, smetto di crederci e smetto anche di seguire la politica. Perchè tanto non si ottiene nulla no? Anzi diciamo pure che smettendo di crederci passo direttamente dillà in una posizione molto più comoda. voto direttamente dc la prossima volta se non FI,magari mi pagano anche.
Non sono io che devo convincerti, secondo me è indispensabile che la sinistra in italia non muoia e fatti, ne hanno fatti, pochi vero, ma non credo si possa pretendere da un partito con il 2% i miracoli.
Su l'afganistan? sono stata la prima a dire in queste condizioni tocca scegliere il meno peggio.
Sono stata la prima a dire che con i voti contrari dei due sinistri si davano alibi al pd.
Poi se la soluzione è far cadere il governo per avere di peggio...io non lo farei cadere prima della legge sul conflitto di interessi per star sicura (anche se se continua cosi' secondo me nemmeno si ricandida silvio)
mario ti rendi conto che in turchia (lascia stare le sottigliezze politiche) sono scesi in piazza per la laicità e noi non siamo capaci, come gente di sinistra, a scendere in piazza contro il vaticano?
(e se ci scendiamo puntualmente qualcuno fa una cazzata e siamo mediaticamente alla gogna)
ah tranquillo, io non mi sono arresa, scherzavo.
@filomè...sono vicina ai comunisti :-D io già ce l'ho il mio partitello unico. mai avuto tessera, ma ultimamente visto i "fatti" e visto che sono quelli un po' più rompiscatole nel chiedere cose, ho richiesto la tessera al pdci. (anche se una bella tesserina con "sinistri di tutt'italia ci siamo uniti" non mi dispiacerebbe :-D)

ladytux ha detto...

@anonimo...mi sa che ti sei perso tutto il pezzo dove si parlava di lavoro, di scuola, di cultura, dell'operato e delle richieste al governo.la legge sul conflitto di interessi tu come la chiami? La effettiva messa a posto dei precariati imposta in finanziaria dal pdci che è? Buongiorno eh.
Come mai non si capisce se sei un anonimo di FI o del PD? perchè iniziate ad usare le stesse frasine fatte. Spero tu sia di FI, davvero.
la prossima volta, se magari ti firmi anche con un nome qualsiasi, una X magari non fai la figura del troll o del vigliacco (ma liberissimo, lo dico per te)
besos ROJOS ;)
Ladytux

korvorosso ha detto...

@ladytux: hai fatto la tessera col pdci? aaaarggg!!!!! anatema, scomunica, tradimento, scissione, niente più soggetto unico, basta, non se ne fa più nente.
vabbè va, pè stà volta passi...;-)

ladytux ha detto...

@korvorosso...la scelta è dettata da tante cose, per me pdci e rc sono la stessa famiglia, sono sempre stati la stessa famiglia. tra i due segretari e il pungolo dell'uno rispetto all'altro preferisco diliberto. Il partito è più giovane, ha anche bisogno di più forza, soprattutto localmente, ha preferito non mettere tesserati al governo, poi, certo, sarebbe ora di avere una tesserina unica e tornare tutti a casa insieme.
famolo sto passo.
besos rojos ;)
ladytux

samietta ha detto...

eh la miseria...una compagna doc ;-D
se vuoi la versione integrale del documento è sul sito nazionale del pdci...
ehi, ho anche l'autografo di diliberto...invidiami pure!!!

ladytux ha detto...

@Samie, si fino a ieri dietro le quinte (monitor) ma dopo il congresso il dili m'ha convinta proprio. quindi saluta una nuova tesserata.
Il suo di discorso ce l'ho (c'ho fatto il post) cerco quelli degli altri.Ci si comincerà ad incontrare, stiamo vicine io e te, io vengo dalla piccola russia pero'! (tiè)(genzano) :)
besos ;)

Maurizio ha detto...

Lady, il mio era un discorso provocatorio, è chiaro che prima di far cascare il Governo occorra 'pararsi' dal conflitto di interessi. E' chiaro che questo Governo non è il massimo ma è meno peggio dell'altro. E' chiaro anche però che in Italia si fanno solo discorsi e pochi fatti. Tu dici il 2% vero? Ma io non parlo di PDCI io parlo di RC. Lì si che hanno deluso proprio. Il mio sospetto (analizzando la storia) è che quando non si conta nulla si facciano bei discorsi quando si conta qualcosa ci si dimentichi dei discorsi fatti in passato. E' questa convinzione che vorrei eliminare dalla mia testa...

Anonimo ha detto...

Si, probabilmente lo e