sabato, luglio 07, 2007

svuotamenti d'anima

Sto nel cerchio
nella città morta
e infilo le scarpette rosse...
Non sono mie.
Sono di mia madre.
Erano di sua madre.
Passate come un bene di famiglia
ma nascoste come lettere vergognose.
La casa e la strada cui appartengono
sono nascoste e tutte le donne
sono anch'esse nascoste....
condizione..donna.
Donne troppo gentili, che rifiutano di chiedere qualcosa per sè, che sono accoglienti, disponibili perchè questo è l'imprinting dato dall'infanzia e anche da secoli di convenzioni e storia.
Donne che spingono un pulsante e il loro "se", le loro esigenze, i loro bisogni vengono azzerati per il bene del prossimo, che sia il loro uomo, che sia un amico, che sia l'altro da non ferire, che sia la serenità del momento.
Ma qualcosa non funziona, c'è una spinta interna, un ribollire interno che impone di urlare, urlo soffocato per abitudine, per sordina ormai impostata, urlo che all'esterno non viene fatto sentire ma che rimbomba dentro l'anima.
I meccanismi (non sono una psicologa ma donna) sono il rancore, il senso di colpa, il chiudersi a riccio per non sentire l'urlo arrivando ad un isolamento dei sentimenti. Perfetto avere a che fare con persone sconosciute, problematico avere a che fare con persone alle quali si tiene, delle quali si dà importanza al loro giudizio e per quel giudizio ci si annienta.
una lotta intestina tra quel che si vuole e quel che si è verso quel che ci si aspetta, quel che si "deve" fare in base al giudizio generale.
Una lotta intestina che non aspetta che un attimo di gioia, gioia che nasce nel momento in cui ti senti vera e hai modo di esprimerti nella tua interezza, farti vedere come sei. Gioia che termina quando per salvaguardare quella gioia inizi a fare passi indietro e a tornare ad annullare le tue richieste. Quando annulli un "non mi stai rispettando" per il bene dell'altro, mandando a gambe per arie il tuo bene.
Quante donne conoscete che non riescono ad accettare un complimento? Non è timidezza ma semplicemente la convinzione che non se lo meritino, perché nella vita hanno disegnato la loro persona e la loro immagine attraverso le critiche gli appunti e le "regole" imposte. Regole che molto spesso non appartenevano a quelle donne, regole che hanno costretto, dall'infanzia, quelle donne a ridisegnarsi per essere accettate. Si sono chiuse in un ritratto fatti da altri e devono per il bene di tutti assomigliare a quel ritratto,anche se è altro rispetto a loro.
Ma tutti ripeteranno devi essere come sei, e nel momento che saranno come sono, troveranno scudi e muri perchè fuori dal ritratto.
La donna spesso ha risorse, intelligenza e forza per reagire a questo meccanismo, molto spesso nel reagire pero' si trova davanti tanti di quegli ostacoli e incomprensioni che per stanchezza, per malessere per spirito di sopravvivenza, rinuncia evitando non solo lo scontro ma il terreno dello stesso, cancellando dal suo domani quelle situazioni e quelle persone recepite come "destabilizzanti". Eliminazione che non viene recepita come quel che è, un fuggire, un esilio volontario, una ricerca di calma e di silenzio, ma viene travestita in un "ho sbagliato a fidarmi" ed ovviamente le persone che si hanno davanti, come "immeritevoli dei nostri sforzi" arrivando a trovare tutte le occasioni in cui si è avvertita una stonatura per togliere quelle persone dalla lista dei meritevoli per chiudere il rapporto con il cosiddetto "sbrocco irrevocabile"
Superare questo meccanismo è un bel passo, essere a conoscenza che la perfezione, nostra e degli altri, non è di questo mondo e ricordarselo, forse è già un traguardo. Resta l'impotenza e la rabbia di continuare a tacere di cose che hanno dato fastidio e parecchio per il bene dell'altro per l'affetto che si prova per chi si ha davanti. Quanto è giusto nei nostri confronti pero'?
Non lo so. Intanto me lo scrivo



4 commenti:

poverobucharin ha detto...

http://www.corsodireligione.it/religioni/antiche/totem.jpg

Serviva un totem?

ladytux ha detto...

Grazie :-D

Maurizio Silvestri ha detto...

Azz! E due! Ultimamente inizio ad incontrarne un po' troppo spesso di donne così.
Vengono definite: "donne che amano troppo". Te, non ti facevo proprio così...
Ho scritto un post che per certi versi ha qualcosa a che fare con l'argomento: Amare se stessi. Non è il massimo come post a dire il vero, perché ultimamente ho la mente un po' offuscata e i miei post lasciano alquanto a desiderare...
Cmq, *mai* plasmarsi ad uso e consumo degli altri...le lotte intestine...hmmm...facciamole uscire fuori ogni tanto!!!
(hmmm...mi sto incazzando al posto vostro, quasi...)
:)

ladytux ha detto...

@Maurizio, il 90% delle donne alla fine è cosi (a occhio).
Ma io ho scritto qui e poi ho dato una bella virata e devo dire che funziona, più di non parlare e far salire rancore.Ovvio che l'amico in questione aveva la mia piena fiducia ed era ben riposta.
Sto una favola.
Besos rojos
ladytux